Lo trovò mentre stava navigando in rete. Jewel canticchiava “Stando Immobile*” sul suo Winamp, e la stessa Buffy restò immobile mentre lo fissava.
Il nuovo iPod della Apple. Era perfetto.
Lentamente un sorrisetto si disegnò sul viso di Buffy. Era da un paio di settimane che moriva dalla voglia di trovare un lettore mp3 decente, sin da quando il suo lettore CD non era stato più abbastanza. Con questo lettore avrebbe potuto ascoltare senza dubbio qualsiasi canzone volesse, in qualsiasi momento, con una batteria dalla lunga durata. Una che era ricaricabile. Era nel paradiso della musica.
Poi lanciò uno sguardo al prezzo, e il suo buon umore scese in picchiata. Merda. Non succederà mai.
“Non succederà mai cosa?”
Buffy si volse per lanciare un’occhiata a Spike. “Non sono affari tuoi. Pronto ad andare?”
Spike scrollò le spalle dalla sua posizione accanto all’armadietto delle armi. Tirò fuori un’ascia, testandone il peso in una mano. “Credo,” disse finalmente. “Andiamo; ho dei vampiri che hanno bisogno di una polverizzatina.”
Buffy gli strappò l’ascia di mano mentre raggiungevano la porta, e lui roteò gli occhi. “E non cominciare a fischiettare quella Ruby. Non voglio ascoltarla.”
“E’ Jewel,
Spike.”
“Ci ero vicino.”
Al terzo cimitero, Spike riuscì finalmente a cacciarglielo di bocca. La ascoltò mentre lei gli raccontava di quanto si annoiasse a volte a caccia, e no, non aveva bisogno che lui animasse la situazione, togliti quel sorrisetto dalla faccia, ma seriamente, le sarebbe piaciuto ascoltare musica ogni tanto.
“Di chi?” le chiese.
“Jewel, Dido, Savage Garden…”
“Sdolcinati,” mormorò.
Buffy sospirò rumorosamente. “Nooo, appartengono di più alla categoria rock. Cantano riguardo cose più serie che cheerleaders e licei. Cantano di amore vero. Delle difficoltà che accompagnano una relazione. Delle cose che accadono in questo mondo. E’ bellissimo.”
Spike roteò gli occhi, rendendo chiara la sua opinione a proposito. Fortunatamente, un neo-vampiro spuntò allora dal nulla, dandole qualcosa da polverizzare.
“Cosa ne sai tu di musica, comunque?” replicò lei. “I Sex Pistols. I Ramones. Billy Idol. Proprio musica morta. Hey, ti si addice!” esclamò entusiasticamente. “Avrei dovuto immaginarlo.”
“Oi, non è musica morta!” disse Spike arrabbiato. “E’ buona musica. Il vero rock.”
“Forse è per questo che non concludi niente con me,” disse Buffy improvvisamente.
Spike sbatté le palpebre, ovviamente confuso. Anche Buffy era abbastanza confusa. Avevano fatto sesso un paio di volte, ma lei non aveva realmente incoraggiato l’idea di loro due insieme. E allora perché ora?
“Scusa?” disse lui finalmente.
“Forse è per questo che non concludi niente con me,” ripeté lei. “Ascolti musica tutta sbagliata. Riguardo… beh, di qualsiasi cosa i Sex Pistols cantino, cosa che dubito difficilmente abbia a che fare con amore e relazioni.”
“Qualche volta,” controbatté Spike, ma era un’argomentazione debole.
Buffy scosse il capo. “Devi imparare come fare il romantico con una ragazza. Quello è il tipo di musica che a tutte noi piace ascoltare. Riguardo quel tipo di cose spezza cuore. O quel genere poetico di musica che dovrebbe essere una metafora per l’amore. Scrivevi poesia; dovresti saperlo, giusto?”
“Sì, e guarda dove mi ha portato,” mormorò lui.
“Beh, lo sto solo dicendo,” replicò Buffy, riponendo in tasca il paletto. “Guarda, devo tornare indietro; ho ancora da fare il bucato e altre cose per domani. Ci vediamo domani notte. Ci incontreremo al Westfield, cominceremo la caccia da lì.”
Si diresse verso casa, senza accorgersi dello sguardo pensieroso che Spike le stava rivolgendo.
Andarono in perlustrazione la notte successiva, e Spike la sorprese continuando la discussione sulla musica. Sebbene fosse sorpresa, fu segretamente grata di avere un ascoltatore, e procedette a raccontargli tutto della sua musica preferita. Le canzoni di Dido su cui ballare, le migliori canzoni di Jewel, come i Savage Garden fossero ancora uno dei migliori gruppi esistenti… e lui ascoltò tutto. Buffy non aveva davvero idea del perché lui si fosse disturbato tanto: forse la sera prima lo aveva ferito col suo commento.
Quando cautamente glielo chiese, però, lui scosse la testa. “Niente a che fare con quel commento,” disse. “Non far lavorare troppo la tua deliziosa testolina.”
Fu solo quando arrivò a casa che lei ricordò quale espressione Spike avesse usato. Quel commento. Non il tuo commento, che avrebbe potuto essere uno qualunque. Ma era stato attento a parlare di quel commento. Ah.
Continuò a pensarci, confusa e sconcertata sul perché lui fosse interessato al suo genere musicale. Non aveva mica preso alla lettera la loro precedente conversazione, vero?
Forse lo stava aiutando a sviluppare un miglior gusto musicale. Lo sperava.
La settimana successiva fu terribile al lavoro. Il DoubleMeat Palace stava facendo una grande pubblicità al nuovo panino col pollo, e tutti ne facevano un gran clamore. Finì per lavorare tardi una notte, e tornò a casa stanca e dolorante.
Aveva quasi aperto la porta di casa quando una voce sottile arrivò cantando fino a lei. Si fermò, e provò a distinguere le parole. Rinunciò e aprì la porta.
...know,
I left too much mess and
Destruction to come back again...
And I caused nothing but trouble
I understand if you can't talk to
Me again...
Buffy fissò la
stanza, lasciando cadere la borsetta dalle dita senza presa.
...And
if you live by the rules, and it's over
Then I'm sure that that makes sense...
Dido continuava a
cantare, ignara dello shock di Buffy.
Il mobilio era
stato spinto contro il muro, lasciando uno spazio aperto al centro. Le luci
erano soffuse, e un profumo di fresco e floreale riempiva la stanza. Al centro
si ergeva Spike, lo spolverino poggiato su una sedia. Era appoggiato al mobile
alle sue spalle, che conteneva il piccolo stereo bianco.
Che a sua volta
conteneva l’iPod da cui fuoriusciva la musica.
Le lacrime le
riempirono gli occhi prima che potesse fermarle, e si coprì la bocca con le
mani per soffocare un singhiozzo. Spike divenne una macchia nera, e Buffy allora
chinò il capo, coprendosi tutto il viso con le mani. Come poteva farla sentire
così bella e desiderata, anche quando si sentiva più che mai disgustosa e
stanca?
Delle braccia la
avvolsero con gentilezza, tirandola vicino. “Avevi ragione,” disse lui a
bassa voce. “Questa è musica migliore per ballare.”
Il singhiozzo di
Buffy uscì soffocato, e lui la tenne a sé più vicino, tirandola gentilmente
verso il centro della pista. Li fece dondolare avanti e indietro, con la testa
di lei nascosta sul suo petto, mentre la voce di Dido li avvolgeva.
I will
go down with this ship
And I won't put my hands up
And surrender...
There will be no white flag
Above my door...
I'm in love, and always
Will be...**
“Ti amo,”
bisbigliò lui. “Ti amo così tanto, Buffy.”
Per la prima
volta, Buffy non dubitò di lui. Si chiese anche quanto poco le sarebbe bastato
per donarsi totalmente a quest’uomo.
Si chiese perché
non aveva sbandierato la propria bandiera bianca prima.
* = “Standing
Still” di Jewel. L’utilizzo delle lyrics non è inteso per alcun fine
lucrativo, e non vuole violare alcun copyright.
** = “White
Flag” di Dido. L’utilizzo delle lyrics non è inteso per alcun fine
lucrativo, e non vuole violare alcun copyright.